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VANAPRASTHA - Il diario di Padre Sibi

14 ottobre 2008

Carissimi Amici,

vi mando due righe che ho scritto a tutti per raccontare della nostra vita qui a Vanaprastha.
Ho tanto da dirvi, ma a volte non è facile raccontare tutto. Abbiamo vissuto giorni molto difficili.
Prima di tutto, viviamo in uno spazio molto limitato, dato che siamo in 73. Siamo una famiglia grande. Non abbiamo più spazio nel refettorio per mangiare. Non abbiamo dove dormire. L'aula che usiamo per yoga non contiene più tutti. Allora ci siamo divisi in due gruppi.
I grandi vanno in cappella x fare yoga e meditazione mentre io faccio yoga con i piccoli.
Le spese sono aumentate, abbiamo bisogno di più riso (quasi 40 kg al dì) e verdure. Anche il consumo di gas è aumentato. Ma riusciamo ancora a vivere in armonia e pace, questo luogo è un dono del Signore…
Abbiamo vissuto giornate di paura ma siamo riusciti a non trasmetterla ai figli. Ci sono stati attacchi verso i cristiani e le loro chiese. Tutto è iniziato quando una figura spirituale degli Indù è stato ucciso dai Maoisti in Orissa. Hanno accusato i cristiani di averlo fatto ammazzare. E poi, hanno detto che i cristiani convertono i poveri indù pagando soldi. La polizia mi ha detto che avevano programmato di attaccare una chiesa 5 km da qui ma non sono riusciti a farlo. Ho letto ieri sul giornale che hanno distrutto una chiesa a Salem (200 km da noi).
Vanaprastha è una casa dei bambini che rispetta le varie religioni.
Non avevo mai pensato di correre nessun rischio. Noi non facciamo crescere i bambini secondo la nostra religione. Noi abbiamo delle preghiere universali. Non obbligo i bambini